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8 MARZO, FESTA DELLA DONNA
Per celebrare oggi la Festa della Donna, vorrei ricordare Ida Lupino che è stata la prima donna a fondare una propria casa di produzione cinematografica indipendente, la The Filmmakers, perché le Majors non avrebbero mai affidato a lei la regia di film di serie A. Fu davvero un’artista rivoluzionaria. Mentre Hollywood produceva commedie brillanti o musical, lei si dedicava a quello che chiamava "il dramma della gente comune", toccando temi che il Codice Hays (la censura dell'epoca) cercava di nascondere: lo stupro, la bigamia, i figli nati fuori dal matrimonio, la disabilità. Sapeva lavorare con budget ridottissimi e fuori dai grandi circuiti. La sua eredità è immensa: senza di lei, il cinema indipendente americano e molte registe moderne non avrebbero avuto lo stesso percorso.
Qui segnalo a chi fosse interessato, una sua regia su youtube : La grande nebbia (The Bigamist, 1953)
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Glengarry Glen Ross
Dopo la bellissima lezione di Simone Barillari , come ricercatore di locations cinematografiche, vi metto la fotografia di quella del film che abbiamo esaminato.
Siamo a New York, tra il 1520 ed il 1515 di Sheepshead Bay Road, Brooklyn .
Sulla sinistra si vede la tenda rossa di una frutteria dove è sistemato il ristorante cinese.
Poco più avanti ma sulla destra in alto, gli spazi utilizzati come uffici della Mitch & Murray e, sullo sfondo il tratto scoperto della metropolitana che ogni tanto vediamo passare nel film.

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Mettete nei commenti le vostre domande
L'ultima lezione ha suscitato interesse e mi avete chiesto di darvi alcuni elementi in più su immagini e libri che avevo solo menzionato.
Siccome non posso ricordarmi tutto quello che avete chiesto, e anche per darvi modo di chiedere anche altre cose, scrivete qui le domande che avete. Vi risponderò al più presto possibile!
Intanto vi metto qualche immagine del Salon di Parigi.
Queste due immagini mostrano alcuni dei dipinti più amati del salon del 1865 (L'Olympia è stato ovviamente il più deriso) e la leggenda per sapere di chi fossero. Al centro, il ritratto dell'Imperatore di Cabanel e il "Cantore fiorentino" di Dubois che vinsero il Salon.
Magari martedì prossimo dico qualche parola in più sul Salon di quell'anno.

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IL MISTERO DEL FALCO
Nell'ufficio di Sam Spade entra un uomo che tiene stretto a sé un pacchetto avvolto in un giornale. Gravemente ferito, il tizio collassa e muore. Dal contenuto dell'oggetto recapitatogli, Spade capisce che si tratta del capitano Jacobi, comandante de "La Paloma", e di avere tra le mani il famoso Falcone.
Il capitano Jacobi qui con Bogart nella foto è Walter Huston , padre del famosissimo regista John , che nel film ha un piccolo cameo non accreditato.
Per Walter Huston l'Oscar, ma come miglior attore non protagonista , giunse quasi a fine carriera nel 1949, per l'interpretazione dell'anziano avventuriero Howard nel film Il tesoro della Sierra Madre, ancora una volta diretto da suo figlio John e ed ancora una volta interpretato al fianco di Humphrey Bogart.

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Americani
Non so se avete già visto il film di Foley, tratto da un lavoro di David Mamet. Se lo avete fatto, penso sia interessante vedere assieme Chi ha paura di Virginia Woolf? di Mike Nichols da un lavoro teatrale di Edward Albee, che, per come la vedo, è come il riflesso domestico, lo specchio privato di Americani.
A chi può interessare per farsi un'idea posso passare il film Chi ha paura di Virginia Woolf? , con Elizabeth Taylor e Richard Burton di cui metto il trailer che, comunque, non dice molto...
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Cero un film
Buongiorno a tutti. Diciamo che ho recuperato la maggior parte dei film discussi. Vorrei, però, chiedervi un favore . Avete per caso 'La rimpatriata' di Damiani? Sarei davvero felice di rivederlo e lo ricordo come un film che ha segnato la mia adolescenza.
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Giuditta e Oloferne
Buonasera Professoressa Nefeli
ho letto che ci sono due quadri di Artemisia Gentileschi raffiguranti la decapitazione di Oloferne da parte di Giuditta dipinti nel 1616 e nel 1620. Sembra che quello dipinto nel 1620 sia più cruento. Volevo sapere se il dipinto con la goccia di sangue sul seno di cui ci ha parlato è quello che si trova alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Un caro saluto
Sì, quello è agli Uffizi, ed è del 1620 circa. Io però non credo che le rappresentazioni si facciano più cruente di per sé; credo piuttosto che Artemisia sia tornata a lavorare sulla stessa impostazione, mantenendola identica, e che abbia aumentato gli schizzi di sague per farne arrivare uno fino al seno.
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Grazie Carlo!