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Dieci Donne D'arte – tutte le conferenze

Pubblico·60 membri

Risposte alle domande di Elisa

Cara Elisa,

eccomi a risponderti.

Il quadro che Sargent chiamava "Ritratti di bambine" (e non ritratto di bambine o di sorelle, etc. come accadeva di solito) già dal titolo dato dall'autore mostra di essere uno studio di individui, con la loro particolare psicologia. Il fatto che siano sorelle, che siano parte di una famiglia, non è importante, e infatti le bambine non sembrano essere in alcuna relazione l'una con l'altra.

Detto questo, Sargent era già molto famoso, e avere un suo ritratto era considerata una cosa molto prestigiosa – tanto per darti una idea di quanto fosse famoso, Sargent appare anche nella serie televisiva The Gilded Age che racconta la Belle Époque a New York e in cui una famiglia molto ricca crea una cerimonia apposita per lo svelamento di un ritratto di Sargent.

La famiglia Darley-Boit era dunque felicissima di avere un ritratto di Sargent, ed erano anche persone colte e, come dire, "di mondo". Il padre delle ragazze era un pittore (mediocrissimo) e capiva bene la qualità della pittura di Sargent. Inoltre, era un amico di famiglia, per non parlare del fatto che era americano come loro, e ogni americano a Parigi voleva un ritratto di Sargent.

Ma una cosa che mi sembra più importante da dire è che i genitori non vedevano il disagio delle bambine, né nella realtà né tantomeno nel ritratto. Come facevo notare durante la conferenza, non se ne accorse nemmeno Henry James. In quel periodo non si aveva certo l'attenzione che abbiamo oggi per i bambini ed è grazie a Sargent e a Dickens, tra gli altri, se abbiamo cominciato a vederli veramente.

Oggi parleremo anche di Berthe Morisot, ma non avremo tempo di parlare di Mary Cassatt (di cui avevo parlato tangenzialmente riguardo a Artemisia Gentileschi) ma entrambe hanno di certo cambiato il nostro modo di vedere i bambini (e le donne).

È molto bella la tua notazione sulla X in mezzo al vestito di Madame X. La mano della donna afferra la stoffa del vestito proprio all'altezza del pube, contribuendo a creare il "nome" della donna, quella X che si esprime proprio nei suoi genitali – e di certo questo, se non veniva notato coscientemente, era lo stesso subconsciamente disturbante.

Per quanto riguarda il nero, però, non era affatto un colore desueto o usato solo in ambito ecclesiastico. Sargent lo usa certamente per esaltare il biancore della pelle della donna, ma tantissime vestivano quel colore, basta guardare solo i ritratti di Berthe Morisot (in foto o in pittura) e i ritratti fatti da lei di altre donne per vedere quanto fosse in voga.

Sargent conosceva Madame Gautreau, come tutte le persone di una certa importanza a Parigi, ma non furono mai amanti (lui andò a ritrarla nella sua casa di campagna perché lei stava lì durante i mesi estivi). Del resto, non abbiamo notizia di alcun interesse sentimentale o erotico di Sargent – né per uomini, né per donne.


Per quanto riguarda i suicidi (che ho definito un fenomeno europeo) era in parte dovuto alla romanticizzazione del suicidio – anche oggi purtroppo vediamo qualcosa di simile nei suicidi dei giovanissimi perché TikTok "romanticizza" il gesto estremo. Il romanticismo oggi prende forma anche nella sfida estrema, nel compiere un atto simbolico a cui la propria comunità (gli adolescenti) dà molto valore. Nell'Ottocento però un altro fattore contribuiva all'ondata di suicidi di donne, e cioè la risorgenza di quella misoginia di cui ho parlato diverse volte, e che compare più forte nei momenti storici maggiormente caratterizzati dal razionalismo (il Romanticismo è contemporaneo dell'Illuminismo e della nascita dello scientismo, che è poi l'approccio filosofico anche del nostro tempo). E dunque le donne non potevano sopravvivere all'umiliazione morale: tutte le eroine ottocentesche "traviate" infatti muoiono – da Madame Bovary (peraltro suicida) a Violetta Valery, da Anna Karenina alla Mimì della Bohéme.


I calchi, o maschere mortuarie, non sono certo un'invenzione dell'Ottocento, sebbene fossero particolarmente in voga. Pensa solo alla famosa "maschera d'oro" di Agamennone (e chissà se era proprio lui) e a quella di Maria di Scozia. In quel periodo si facevano moltissime maschere mortuarie e, tra le più famose, abbiamo ancora quella di Pushkin e di Keats.


Infine, per quanto riguarda il dipinto di Dalí a cui ti riferisci, sarebbe lungo discuterne, ma sicuramente si rifa alla tradizione del nudo sdraiato che parte da Tiziano.

Non preoccuparti mai di fare domande: è un piacere per me risponderti.

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