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QUATTRO ANGOLI E UN VUOTO
Le figlie di Edward Darley Boit, John Singer Sargent
10 marzo, 18.30
Le quattro figlie della potente dama di società Mary Louisa Cushing e del mediocre pittore Edward Darley Boit sono ritratte nell'anticamera della loro casa parigina, uno spazio che non è né dentro né fuori l'appartamento vero e proprio, non partecipa della segretezza della casa borghese e non conosce la libertà della strada.

LA DONNA PIÙ BACIATA DELLA STORIA
L'inconnue de la Seine, Anonimo
17 marzo, 18.30
Questa è la donna più baciata della storia perché è morta. L’hanno baciata nelle fotografie, nel gesso, nella cartapesta e nella plastica.
Un'indagine nella necrofilia e il suo rapporto con l'immagine della donna.

QUARANT'ANNI IN MANICOMIO
Le sculture di Camille Claudel
24 marzo, 18.30
La donna come creatura irrazionale e dunque internata contro la sua volontà, come accadde a Claudel, che passerà trent'anni in un ospedale psichiatrico.
DIECI
DONNE
D'ARTE

Nefeli Misuraca, Yale PhD e professoressa di arte e letteratura alla John Cabot University di Roma e alla Temple University di Roma, terrà un ciclo di dieci conferenze su dieci immagini di donna, dal XII al XX secolo: la Madonna e la Morte, la santa e la meretrice, la madre e la lettrice.
Tutte le conferenze saranno registrate e resteranno a disposizione degli iscritti per quattro mesi.
L'acquisto dà accesso alla community dedicata.
Le conferenze

LA DONNA CROCIFISSA
Senza titolo 1979, Francesca Woodman
31 marzo, 18.30
L'artista realizzò questo scatto poco prima di commettere suicidio a 22 anni. Francesca Woodman e il paradigma della stanza tutta per sè.
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I SEGRETI DELLA RAGAZZA CON L'ORECCHINO DI PERLA
(CONFERENZA PROMOZIONALE)
La Ragazza con l'orecchino di perla, Johannes Veermer.
27 novembre
Una conferenza gratuita sull'opera più misteriosa del grande pittore olandese.
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LA VITA E I SIMBOLI DI FRIDA KAHLO
(CONFERENZA PROMOZIONALE)
Autoritratto con collana di spine, Frida Kahlo.
11 dicembre
Una conferenza gratuita sull'opera e la vita della grande artista messicana. Scopriremo il simbolismo e il surrealismo delle sue opere e il sorprendente carattere gioioso di Frida Kahlo.

COME SI DECAPITA UNA DONNA
Giuditta e Oloferne, Artemisia Gentileschi
17 febbraio, 18.30
Artemisia racconta la storia di tutte le donne ritraendo sempre una stessa donna, che le somiglia terribilmente e che è concentrata nello sforzo di autoritrarsi, suicidarsi o decapitare un uomo. Artemisia si slancia sulla storia, portando con sé la poetica femminile prima di lei e tutt'intorno a lei.
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LA DONNA CHE LEGGE
La lettrice, Federico Faruffini
24 febbraio, 18.30
Come la Ragazza con l’orecchino di perla, anche questa ragazza con l'orecchino di cristallo è una metafora dell'arte, e se quella perla era la sfera del pensiero, questa goccia di cristallo è la lacrima dell’artista.

LA PUTTANA BORGHESE
L'Olympia, Édouard Manet
3 marzo, 18.30
In questa conferenza scopriremo che ci sono voluti 3000 anni a sdraiare una donna. Una volta che Tiziano scoprì come rappresentarla sdraiata, la donna non si alzerà più da quel letto.

LA VAGINA COSMICA
Le miniature di Ildegarda di Bingen
20 gennaio, 18.30
Questa miniatura nello Scivias di Ildegarda di Bingen racconta la storia, la musica, le visioni e la medicina della più grande mistica del Medioevo.

LE VENERI CRISTIANE
La Primavera, Sandro Botticelli
27 gennaio, 18.30
Ogni epoca ha interpretato il dipinto diversamente, come se questo non fosse un semplice quadro, ma uno specchio dei tempi.

IL QUADRO PIÙ OSCENO DELLA STORIA
La Venere di Urbino
10 febbraio, 18.30
Scopriremo perché Tiziano è stato il primo a sdraiare una donna con successo. Dopo il 1538, la donna non si alzerà più da quel letto per centinaia di anni.

Questo ciclo di conferenze riscopre l’altro canone occidentale, quello non maschile, che accompagna e completa quello che abbiamo sempre chiamato il Canone e basta. Non è un canone alternativo, né avversario, ma un canone parallelo, carsico, che ha attraversato la storia senza fissarsi mai del tutto.
In queste conferenze non si parlerà dell’arte delle donne, né dell’arte sulle donne ma di opere che sono entrate nel Canone occidentale e rappresentano l’altro canone. Alcuni tratti di quest’altro canone siano sopravvissuti nel tempo, incastonati nel grande mosaico della storia
Sappiamo tutto degli uomini e le loro ire funeste, i duelli e le singolar tenzoni, gli schiaffi di Anagni e gli inginocchiamenti a Teano – delle città che valgono bene una messa, le stragi degli innocenti e l’onor di Patria, le stampelle lanciate come giavellotti, le mani incenerite per orgoglio, in trecento contro tutti, con lo scudo o sopra lo scudo. E tutto dei desideri dei bambini maschi, della lotta per la sopravvivenza di Oliver Twist e delle pruderie dell’adolescente Rousseau, dei dolori del giovane Werther e delle amanti di Julien Sorel, dell’ira di Achille e dell’intelligenza di Ulisse, come pregava Akhenaten o sant’Agostino, come pensava Platone e quanto scriveva Hegel, di come amava Abelardo e di come ammazzava Raskolnikov, dell’eroismo di Catone e dell’eloquenza di Nathan Hale, del sacrificio di Epaminonda e del coraggio di Spartaco.
Delle donne invece sappiamo solo di figlie immolate per ammansire i venti, spose abbandonate su isole deserte, regine che si gettano su pire accese, vergini in pasto a draghi e mostri marini, sirene che affondano le navi, danzatrici che decapitano profeti. Dove sono le nostre Contesse di Montecristo, le nostre Primule Rosse? Di rosso abbiamo solo una lettera scarlatta che ci ballava sul petto.
In mezzo a un oceano di soldati, un mare di sanculotti, un fiume di partigiani, troviamo solo un pugno di sante aggrappate a un relitto e due o tre eroine in procinto di affogare. Con la nostra scialuppa, andiamo a salvare qualche sopravvissuta — o più spesso un cadavere in avanzato stato di decomposizione.



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