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Scrivere con gli occhi

Pubblico·40 membri

L'inizio del racconto

Ieri abbiamo analizzato alcuni incipit di film, da quelli classici degli anni Quaranta a Higgins, in Dalle 9 alle 5.

La prossima settimana concluderemo quella parte del corso (troverete il powerpoint nella vostra mail – aprite in modalità conferenza, o proiezione, per essere in grado di vedere i video -- cliccate il pulsantino quadrato in fondo a destra).

Un incipit famoso è quello della Febbre del sabato sera, un film che ha lanciato John Travolta nell'empireo delle star. La sua camminata ha anche contribuito a lanciare il film nell'empireo dei film di culto.

Anche se non si tratta di un capolavoro dell'umanità, quel film, e quell'incipit, ci permettono di fare molte riflessioni interessanti.

Guardate l'incipit qui sotto e chiedetevi

  1. quante cose sappiamo del personaggio?

  2. quante informazioni abbiamo sull'ambiente?

  3. qual è il ruolo della musica?

Paragonate questo inizio a Dalle 9 alle 5, e diteci cosa ne pensate!

(Guardate fino a 1'50'', il resto non serve a capire la maggioranza delle cose)


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Ciao, vorrei provare a partecipare all'esercizio.

Faccio un disclaimer/coming out di premessa: non sono un'esperta (e nemmeno un'intermedia) di cinema, al quale mi sono sempre approcciata da consumatrice poco dotta e quasi cieca.

Dopo aver partecipato nel 2022 all'AdR mi sono resa conto di non aver MAI VERAMENTE letto (questa sì, una mia grande passione), tanto quanto dopo alcune LV su film che avevo sottovalutato ho capito di non aver mai veramente visto. Ecco perché desidero "imparare a guardare" e mi trovo qui in mezzo a voi, pur non avendo quasi nessuna cultura cinematografica, nè classica nè pop, ne antica nè recente. No, nemmeno La febbre del sabato sera ho mai visto (è uscito dieci anni prima che nascessi, suvvia!) anche se chiaramente so per sentito dire di che si parla e chi è il protagonista.

Mi cimento quindi in una risposta basata solo su quanto ho visto in questi pochi minuti di incipit e quanto ci siamo detti a lezione.


  1. quante cose sappiamo del personaggio?

  2. quante informazioni abbiamo sull'ambiente?

  3. qual è il ruolo della musica?


Abbiamo un'apertura sull'ambientazione, sembra New York e il ponte di Brooklin, poco dopo vediamo un treno e dei quartieri abbastanza popolari. Quando compare il nome di John Travolta nei titoli di testa, inizia la musica, piuttosto ritmata e tipicamente disco anni 70/80 (mancano solo lustrini e sfere girevoli ricoperte di specchietti); subito dopo ecco il protagonista, che la prima cosa che fa è confrontare il tacco che porta nella quotidianità con quello delle scarpe di una vetrina, e ritenersi soddisfatto vedendolo più alto. Lo vediamo camminare per la strada con un andamento ancheggiante, che sembra a ritmo con la musica (le donne che hanno portato tacchi sanno bene che è in parte effetto di questi). E' vestito in una maniera un po' pacchiana e appariscente (camicia rosso vivo, chiodo di pelle...), quasi caricaturale, e dall'apparenza, dalla catenina d'oro al collo e dalla colazione a base di un doppio trancio di pizza azzarderei la stereotipizzazione di un italo-americano. Ci aggiungiamo un altro indizio sempre da stereotipo (il latin lover) ma anche indicativo di una certa impulsività caratteriale quando si gira a guardare le forme di una bella ragazza che cammina in direzione opposta, e poi successivamente tenta di approcciare (oggi diremmo più correttamente molestare) un'altra bella ragazza per strada. Appare perfettamente a proprio agio, spavaldo, immerso in un ambiente del tutto suo, che sembra padroneggiare completamente, forse troppo (è paura esorcizzata o incoscienza? Se diamo retta all'ipotesi dell'impulsività direi prevalentemente la seconda). L'inquadratura ritorna continuamente sul ritmo cadenzato e quasi danzante della camminata e sulle scarpe bordeaux. Tuttavia, sebbene l'abbigliamento non lasci pensare a un manovale o un imbianchino, tiene in mano una latta di colore nuova in pieno giorno feriale, quindi potremmo pensare che abbia a che fare col suo lavoro e che di mestiere non vada esattamente fra gli incravattati di wall street, come d'altro canto ci suggerisce l'attraversamento di strade abbastanza popolari e ricche di attività commerciali di utilità quotidiana e abbigliamento/scarpe a prezzi (a mio avviso, ma potrei sbagliarmi perchè parliamo di un'altra epoca) relativamente modici.

La musica sembra introdurre e accompagnare il personaggio e il ruolo reciproco e intrecciato che ritmo e protagonista avranno nel film (non mi viene in mente altro... help!)


Questa la mia analisi, magari mi sono un po' lasciata andare con la fantasia nell'interpretazione psicologica delle apparenze... per questo spero di leggere anche altri punti di vista dai compagni di corso!

E mi riprometto di vedere il film per intero prima della terza età :-D


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