Camille Claudel e la comunità di artisti
Buonasera. Approfitto della community perchè domani sera non posso seguire in diretta e fare la domanda. Sono rimasta molto colpita dalla lezione su Camille Claudel e mi sono chiesta se ebbe una qualche forma di aiuto/sostegno da parte di altri artisti e artiste oppure no. Se non sono incappata in fake news, ho letto diversi episodi di aiuto reciproco e non solo materiale. Mi sono fatta l'idea che le comunità di artisti, soprattutto se agli esordi e/o di avanguardia, fossero molto coese. Eppure non ho trovato nulla di analogo per Camille Claudel. Cantonata mia? Grazie sin d'ora. Ludovica
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Hai ragione, sebbene parlare di comunità indiscriminatamente unite è sempre pericoloso quando si parla di artisti. Certamente c'erano molte scuole, ed esisteva meno l'idea dell'artista come individuo geniale isolato.
Per quanto riguarda Claudel, la madre (purtroppo) visse a lungo, e finché fu in vita impedì che la figlia uscisse dal manicomio, che potesse mandare lettere e che potesse ricevere visite.
Raramente, molto raramente, qualcuno andò a trovarla, ma era una cosa sporadica, e dopo la prima guerra mondiale venne anche spostata in un istituto in una zona molto remota.
Ti consiglio di vedere un bellissimo film, Camille Claudel 1915 che racconta di un anno della sua vita di reclusione. Un altro film (però romanzatissimo) è Camille Claudel, e schiaccia la figura della scultrice contro quella di Rodin.